Galeoni Spagnoli

Galeoni Spagnoli

Bellissima coppia di Galeoni Spagnoli in perfette condizioni per arredamento interno casa o ufficio e anche per collezionisti. Misure cm 76x80 h cm 90x86 h Colorazione in legno chiaro ed in legno piu' scuro. Vele e accessori di contorno sono perfetti. Vendo anche separatamente a 300 euro cad sul posto.

300 €

Piatto con barche

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Piatto con barche bavaria contattateci per maggiori dettagli possiamo spedire (cod. u_408493)

7 €

Galeoni

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Aerei, barche, auto sorpresine kinder

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Stok modellismo navale scai motoscafi barche

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Eliche scafi motoscafi barche modellismo navale

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Stok modellismo navale scafi motoscafi barche

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Le marinerie di Ramana

Le marinerie di Ramana

Quadro del maestro bolognese Ramana raffigurante 4 barche olio su legno.

90 €

Varazze modelli di barche in scala

Varazze modelli di barche in scala

A veri intenditori, offro modelli in scala , varie dimensioni, di gozzi liguri, lancia, fasciame all'inglese, rifinite magistralmente anche nei più piccoli particolari.

1 €

Quadro olio su

Quadro olio su

Bellissimo quadro ,olio su tela con il mare ,barche e e montagna molto bello , misura 83 x63 tenuto molto bene chi è interessato al mio quadro mi contatti pure grazie

200 €

Adesivi personalizzati auto moto vetrine

Adesivi personalizzati auto moto vetrine

Adesivi personalizzati per auto moto camper barche motori marini di tutti i tipi, contattate soloadesivi@alice.it oppure via whatsapp con la vostra richiesta e riceverete una bozza con il prezzo, ogni vostro desiderio può essere realizzato. Spedizione in tutta Italia con corriere espresso.

Quadro di Simone Piazzesi - GUARDA KLEE MARE! (2021)

Quadro di Simone Piazzesi - GUARDA KLEE MARE! (2021)

Omaggio a "Barche alla fonda" di Paul Klee. Acrilico su cartone, cm. 46 X 29 Ottimo stato, firmato sul retro e con certificato di autenticità. A richiesta fornisco ulteriori foto. Già scrittore e poeta, da qualche anno Simone Piazzesi si dedica anche alle arti figurative. La foto ingrandita si può vedere qui http://www.simonepiazzesi.it/pitture/pitture-acrilici1.htm

90 €

PIATTO IN PORCELLANA CON IMPASTO DI LIMOGES N.4246CMC013  NUOVO

PIATTO IN PORCELLANA CON IMPASTO DI LIMOGES N.4246CMC013 NUOVO

Origine: Atelier De La Roche Made in Europa Materiale: Porcellana prodotta con impasto di Limoges Numero: 4246CMC013 Descrizione: Piatto in porcellana con decori a motivi olandesi e barche. Diametro: 20,5. Nuovo con il contenitore protettivo (vedi la foto). Oggetto sarà imballato con massima cura e spedito con il Corriere Espresso a costo di € 8,99 consegna in un giorno lavorativo.

25 €

Quadro antico anni 70 autore  marotta lunghezza 144 altezza 85

Quadro antico anni 70 autore marotta lunghezza 144 altezza 85

quadro degli anni 70 olio su tela, firmato Marotta raffigurante 2 barche in mare con tramonto con cornice in legno e vetro Il quadro è originale e autentico (non è una stampa) Dimensioni: lunghezza compresa la cornice cm. 144 lunghezza esclusa la cornice cm. 128 lunghezza esclusa la cornice e la parte bianca cm. 114 altezza compresa la cornice cm. 85 altezza esclusa la cornice cm. 70 altezza esclusa la cornice e la parte bianca cm. 57

100 €

Prezzo conveniente grande quadro 'autore

Prezzo conveniente grande quadro 'autore

quadro degli anni 70 olio su tela, firmato Marotta raffigurante 2 barche in mare con tramonto con cornice in legno e vetro Il quadro è originale e autentico (non è una stampa) Dimensioni: lunghezza compresa la cornice cm. 144 lunghezza esclusa la cornice cm. 128 lunghezza esclusa la cornice e la parte bianca cm. 114 altezza compresa la cornice cm. 85 altezza esclusa la cornice cm. 70 altezza esclusa la cornice e la parte bianca cm. 57 TIPOLOGIA PRODOTTO: Opera unica originale e autentica. Non esistono altri esemplari simili n copie CONTATTI: Telefono + 39 3336668640 ritiro gratuito a Castelnuovo Magra (SP) presso prezzoconveniente Invio in tutta Italia a mezzo corriere al costo di euro 7,77 circa Spedizione all'estero solo su richiesta.

100 €

Vendita di un bellissimo Borgo marinaio in costiera Amalfitana

Vendita di un bellissimo Borgo marinaio in costiera Amalfitana

Antonio Bonetti - Borgo marinaio in costiera Amalfitana Periodo: 2010 - Firmato a mano. Dimensioni totali: 49×59×4 cm. Tecnica: Olio su pannello. Sono un appassionato d'Arte e vendo: Meraviglioso Olio su pannello 30 x 40 del maestro Antonio Bonetti, ( misure totali con la cornice sono 49 x 59 ) raffigurante pescatori, un meraviglioso borgo marinaio in costiera Amalfitana con barche e pescatori e splendidi riflessi del mare . Un intreccio di meravigliosi colori magnificamente inseriti tra loro rendendo il dipinto armonico ed elegante. Si nota la ottima mano pittorica. Sul retro autentica del pittore. Provenienza collezione privata. Prezzo compreso spese di spedizione in tutta Italia e accurato imballo.

310 €

ANTICO DIPINTO PITTORE M. GERMANO, FINE '800

ANTICO DIPINTO PITTORE M. GERMANO, FINE '800

PITTORE M. GERMANO, SPLENDIDA MARINA CON BARCHE OLIO SU TELA FIRMATO. Misure: cm. 50 X 71 Complessiva. disponibile a Cardé CN. Bellissima dipinto in olio su tela, senza cornice. Epoca presumibile fine ‘800. Firmato leggibile in basso a destra. Superficie pittorica compatta ed integra con rilevi al tatto. Misure cm. 50 X 71. Composizione equilibrata e solida, colori meravigliosi resi ancora più brillanti dal fissativo lucido. Antico quadro firmato M. Germano, olio su Tela, epoca fine 800, discrete condizioni generali dell'opera, usato con normali segni del tempo e leggera. Olio su tela ( dimensione: grande ) con autentica dell’artista Se ti interessa veramente non esitare a fare la tua migliore offerta.

110 €

Stampa in lamina d'oro

Stampa in lamina d'oro "Acque tranquille" "Quiet Waters" di Lionel Barrymore

Stampa in lamina d'oro "Acque tranquille" "Quiet Waters" di Lionel Barrymore originale. Ecco un bellissimo disegno di Lionel Barrymore chiamato Quiet Waters con la firma di Lionel nell'angolo in basso a destra. È una stampa in lamina d'oro opaca professionalmente di Lionel Barrymore intitolata Old Boat Works e presenta una vecchia scena di molo di pesca con le barche e acque quiete del porticiolo.Davvero unico. Non ci sono segni di danneggiamento e il disegno è in perfette condizioni considerando l'età. Dimensioni: cm.19,5 x 14. Per Padova e provincia ritiro a mano ( da concordare ) gratis. Oggetto sarà imballato con massima cura e spedito con Posta1 a costo di € 5,90 con prova di consegna. Corriere espresso a costo di €. 6,90 consegna in un giorno lavorativo. È possibile pagare tramite bonifico bancario, ricarica postepay o PayPal.

25 €

Dipinto di Lido Bettarini, olio su tela - Rif. marina.

Dipinto di Lido Bettarini, olio su tela - Rif. marina.

Delicato dipinto olio su tela del maestro LIDO BETTARINI con un soggetto di case in prossimità di una marina, con il mare e le barche alla luce della luna. La parte visibile ha indicativamente dimensioni di 68x48.5 cm. Firma frontale in basso a destra ed a tergo grande al centro (vedi foto). Il dipinto per soggetto e delicatezza dei colori si integra piacevolmente con arredi di abitazioni e di ambiti lavorativi (per es. uno studio professionale). Cornice gradevole come da foto inclusa nel prezzo. Si rilascia ricevuta in bollo. Suggerito ritiro in zona per preservare l'integrità dell'opera. Se necessaria spedizione pregasi contattare. Grazie. Gradite offerte (appropriate). BREVI NOTE SULL'ARTISTA: Lido Bettarini (Sesto Fiorentino, 2 febbraio 1927 - 25 maggio 2019). Nato in una famiglia modesta inizia a lavorare molto presto. Nel 1958 prosegue gli studi presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Ottone Rosai e si diploma nel 1960. Nel 1959 presso le Officine Galileo realizza la sua prima personale. Nel 1960 presso le Officine Galileo organizza una mostra collettiva con gli artisti Rosai, Loffredo e Grazzini. Nel 1964 ha successo presso la galleria Martelli. Nel 1965 è presso la galleria Il Cammino di Roma. Nel 1986 viene incaricato dal Vaticano di realizzare il ritratto di Giovanni Paolo II. Altre interessanti note sulla vita di questo grande artista sono reperibili anche tramite Internet.

1.150 €

Spettacolare gigantesca Placca di Giada scolpita montata a Collana. Epoca 1900

Spettacolare gigantesca Placca di Giada scolpita montata a Collana. Epoca 1900

Spettacolare gigantesca placca di giada verde incisa, scolpita e forata rappresentante un Drago avvolto nelle proprie spire, montata a pendente. Cina, XX secolo. Il manufatto è sorretto da un lungo cordoncino regolabile che reca un bussolotto cilindrico di raccordo in giadeite verde e per terminali due sfere di giada verde. Al fondo, realizzati con lo stesso cordoncino, vi sono due fiocchi en tinte. Anellino di supporto in oro 18 kt. La ‘Collana’ così realizzata rispecchia fedelmente la modalità tradizionale cinese imperiale di indossare simili manufatti. Il cordoncino di seta è parimenti soltanto annodato e basta poco per sciogliere i nodi ed eventualmente scomporre a proprio piacimento tutti i singoli elementi di questo Gioiello davvero speciale! Perfetta e senza pecche di sorta. PEZZO UNICO! MISURE: cm. 12 x 9,2; profondità cm. 1. Peso gr. 320. Uno dei simboli più conosciuti della cultura cinese è il drago, che nel corso della storia si è caricato di così tanti significati da risultare quasi ermetico a qualsiasi tentativo di interpretazione. Mentre in Occidente si narra di valorosi cavalieri in calzamaglia che si prodigano eroicamente per sconfiggere questa creatura mitologica e liberare una fanciulla, il drago cinese è una figura benigna, che simboleggia il vigore maschile e la fertilità. È una delle icone più utilizzate, sin dall’antichità, come motivo decorativo nell’arte e nelle feste popolari e gli imperatori cinesi, già a partire dalla dinastia degli Han (206 a.C. – 220 d.C.), hanno eletto il drago come simbolo imperiale. Il drago cinese viene descritto come la “cavalcatura dell’imperatore del cielo”, figlio delle nuvole, in grado di chiamare il vento e la pioggia e di aiutare in battaglia. Ha il corpo serpentiforme ricoperto di squame, non ha ali ma è comunque in grado idi volare. Ha il muso di coccodrillo, la criniera di un leone, gli artigli di un falco e le zampe di tigre; gli occhi come quelli di un gambero e le orecchie come quelle di un bue. È dotato di lunghi baffi e di una cresta che corre lungo tutto il corpo fino alla coda. Considerato una creatura magica, secondo la tradizione il drago è in grado di rendersi invisibile, di rimpicciolirsi fino alle dimensioni di un baco da seta, oppure di diventare tanto grande sin da riempire lo spazio tra il cielo e la terra. Secondo tradizione popolare, il drago cavalca le nuvole ed è il portatore delle piogge e del vento. Veniva quindi adorato affinché portasse le piogge per l’irrigazione delle coltivazioni. Una rappresentazione pittorica ricorrente in Cina raffigura due draghi tra le nuvole intenti a giocare con un tuono (talvolta sotto forma di perla): questo ‘gioco’ sarebbe il preludio dell’arrivo delle piogge. La parola cinese utilizzata per indicare il drago è “long”, e le scritture antiche ne distinguono quattro tipi: I più importanti sono i “draghi del cielo” (tian long), che simboleggiano la potenza rigenerativa del paradiso e l’imperatore. Poi ci sono i “draghi-spirito” (shen long), che controllano le piogge, il vento e le nuvole. Poi ancora i “draghi della terra” (di long), che portano la primavera e controllano i corsi d’acqua; ed infine i “guardiani del tesoro” (fu can long), considerati un po’ come i nostri angeli custodi. I significati simbolici di questa figura mitologica benevola cambiarono di continuo nel corso dei secoli: fin dai tempi antichi era considerato un simbolo di buona fortuna come la tigre bianca e la tartaruga. In Cina settentrionale, durante i festeggiamenti del capodanno cinese così come in occasione di matrimoni, gruppi di figuranti formano un lungo serpentone con la testa a forma di drago. In queste occasioni la danza è di auspicio alla prosperità ed alla fertilità. Un’altra delle forme simboliche sviluppatesi nel corso dei secoli è quella del drago imperiale. Questo ha un aspetto decisamente meno benevolo dei precedenti: ha la testa di un cammello con fauci da coccodrillo e denti da leone; quattro lunghi baffi ed un paio di corna simili a quelle di un cervo, e quattro zampe, ognuna con cinque artigli spaventosi. Questo drago simboleggia l’imperatore (così come la fenice simboleggia l’imperatrice), diviene l’emblema della sovranità e del potere imperiale. La figura di un drago era scolpita sui lingotti d’oro e sulle monete d’argento. Durante le ultime due dinastie cinesi (Ming e Qing) solo l’imperatore ed i funzionari di corte potevano portare la figura di un drago ricamata sulla veste. La gerarchia a corte era stabilita dal numero di artigli: cinque per l’imperatore, quattro per il mandarino e gli alti funzionari, tre per i funzionari di rango minore e così via. Per il popolo, il drago non solo era il rappresentante dell’imperatore: sin dal tempo antico, la danza del drago, la corsa delle barche a forma di drago erano attività ricreative popolari durante la festa di Primavera. Le preghiere per la pioggia con la danza del drago cominciarono durante la dinastia Han, le corse con le barche a forma di drago ancora prima. Spesso la figura di drago è associata al numero nove: un numero porta fortuna per i cinesi. Ecco che l’isola di Kowloon della città di Hong Kong viene appunto chiamata “l’isola dei nove draghi”. La figura del Drago si è sviluppata in Cina più di 4000 anni fa, si è sviluppata in sincronia con la nazione cinese e si è unita alla storia, l’ideologia, le religioni, la mitologia, la letteratura e l’arte, il folklore, con ricche motivazioni interne e forza suggestiva. Oggi, scomparsa la superstizione, alla gente piace il drago come portafortuna della nazione e la bella immagine e lo spirito di lotta del drago sono diventati un simbolo della nazione cinese e dello stato.

320 €

LEONARDO BAZZARO (1853-1937) OLIO SU TAVOLA CANALE DI CHIOGGIA '800/900

LEONARDO BAZZARO (1853-1937) OLIO SU TAVOLA CANALE DI CHIOGGIA '800/900

LEONARDO BAZZARO (MILANO 1853 - MILANO 1937), OLIO SU TAVOLA RAFFIGURANTE UN "CANALE DI CHIOGGIA CON BARCHE" FIRMATO L. BAZZARO, IN CORNICE COEVA, PERIODO FINE OTTOCENTO/INIZI DEL NOVECENTO. MISURE: tavola cm. 50 x 70 con la cornice cm. 66 x 85. A CAUSA DEL VETRO LE FOTO NON RENDONO LA BELLEZZA DELL'OPERA E LA TAVOLOZZA DAI COLORI CALDI UTILIZZATA DAL PITTORE. ARTISTA PRESENTE NELLA MAGGIORI GALLERIE D'ARTE E IN FONDAZIONI BANCARIE. QUADRO MUSEALE. Lievi difetti a due spigoli della cornice ma l'opera sotto vetro è perfetta e conservata in maniera splendida! HO INSERITO IL SOLO RITIRO IN ZONA, VISTA L'IMPORTANZA DELL'OPERA MA CON LA POSSIBILITA' DI CONSEGNA SU TUTTA ITALIA, PREVIO ACCONTO O PAGAMENTO, ACCORDI E GARANZIE. ------------------------------------------------------------------- Leonardo Bazzaro Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Jump to navigationJump to search Baite a Macugnaga, 1895 (Fondazione Cariplo) Le mondine, (1930) (Fondazione Cariplo) Leonardo Bazzaro (Milano, 13 dicembre 1853 – Milano, 2 novembre 1937) è stato un pittore italiano. Indice 1 Biografia 2 Opere principali 3 Mostre Pubbliche Culturali 4 Note 5 Bibliografia 6 Voci correlate 7 Altri progetti 8 Collegamenti esterni Biografia Nato a Milano da due commercianti di stoffe in Varese[1][2], Ambrogio Bazzaro e Anna Boschetti, sin da piccolo dimostra una spiccata passione e propensione per il disegno e le arti figurative[3]. I suoi genitori, anch'essi appassionati d'arte, assecondano questa sua naturale inclinazione e decidono di affidarlo agli insegnamenti privati di pittura di un loro cliente: il pittore Gaetano Fasanotti, titolare della prestigiosa cattedra di paesaggio all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano[1][2][3][4]. In seguito, i genitori si dimostrano ancora comprensivi quando - nonostante la loro volontà di avviare loro figlio nel ramo del commercio - permettono al Bazzaro di entrare all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano[1][3]. Diventato allievo di Giuseppe Bertini, prende come modelli di riferimento Giuseppe Bisi e Giovanni Migliara e si specializza nella pittura di interni e palazzi del '700[4][5], mostrando originalità nella ricerca di luce, di colore e nelle vedute prospettiche[1][3]. "Il piccolo Velazquez", così verrà soprannominato dai colleghi, aveva una pennellata veloce, irrequieta ma, allo stesso tempo, dotata di particolare perizia[1][4]. Nel 1873 avviene il debutto in pubblico partecipando alla mostra annuale di belle arti dell'Accademia di Brera. L'anno successivo, presso la Promotrice di Genova il suo quadro "Interno della chiesa di San Vittore di Varese" viene acquistato dalla civica Galleria d'Arte di Modena[3]. Con il dipinto "Dopo il duello", nel 1875 ottiene il "Premio Fumagalli" e l'interesse del mercante d'arte francese Goupil & Cie che gli commissiona parecchie opere[1]. Di lì a poco, però, la passione per le montagne e la riviera di Chioggia, lo porta a rompere il legame con Goupil & Cie[1]. Nel 1878 la svolta che gli permetterà di entrare a pieno titolo nel novero dei più importanti rappresentanti della "scuola naturalistica" lombarda[4][5]: in un viaggio nella laguna veneziana inizia a dipingere all'aria aperta, abbandonando le riproduzioni di interni[2][5]. Ben presto il successo di pubblico e critica, ottenuto nelle principali manifestazioni nazionali e internazionali, porterà il suo nome a fianco a quello di Filippo Carcano, Uberto Dell'Orto ed Eugenio Gignous[3][4]. Nella produzione degli anni Ottanta e Novanta non mancano i paesaggi della Valsassina, della Valle d’Aosta e, soprattutto, del Verbano, di cui raffigura, in toni sempre più intimisti, la vita popolare[2][5]. Proprio in quegli anni, infatti, Bazzaro fa costruire nel 1894 una villa presso la località Alpino, nel Verbano, sulle pendici del Mottarone; dove vi soggiornerà per oltre quarant'anni insieme a sua moglie Corona Douglas Scotti[3]. Nel corso degli anni, Bazzaro continua a partecipare a numerose rassegne lombarde, alle Biennali veneziane e alle Quadriennali romane riscuotendo sempre molto successo presso i collezionisti che gli richiedono repliche dei soggetti più fortunati[2]. Nel 1899 partecipò alla III Esposizione internazionale d'arte di Venezia. Il dolore per la perdita di sua moglie Corona Douglas Scotti e del suo fratello sculture Ernesto Bazzaro, scomparsi entrambi agli inizi del 1937, porterà il Bazzaro ad abbandonare la pittura e la sua villa presso la località Alpino[3]. La struggente nostalgia per l'amata consorte lo portò a morire nello stesso anno il 2 novembre 1937, all'età di 84 anni, nella casa del nipote situata in piazza Virgilio 3 a Milano[1][3]. Per suo volere, viene sepolto accanto alla tomba di sua moglie presso il cimitero di Gignese, ornata dalla scultura "Esaurimento" del fratello Ernesto Bazzaro[1]. Opere principali Dopo il duello (1875) Il Ponte dei sospiri (1878) La vestizione della monaca (1888) Il duello (1878) Verso sera (1887) Ponte di Chioggia (1889) Baite a Gignese (1890) Baite a Macugnaga (1895) Pace di naufraghi (1897) Marina di Chioggia (1900) Pensieri in riva al Lago (1900) All'Alpino (1900) All'ovile - Mottarone (1905) Donne a Gignese (1905) Dopo il naufragio (1906) Rientro al Villaggio - Lago Maggiore (1910) Pascolo - Lago Maggiore (1910) Festosità (1920) , Esposta alla 12° Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia , sala 22 Alba del venerdì Santo (1930) Piazzetta del Melezet a Bardonecchia (1932) Mostre Pubbliche Culturali Leonardo Bazzaro Un protagonista dell'Ottocento Lombardo - Leonardo Bazzaro e i grandi maestri del Naturalismo lombardo (1870-1900) Galleria Bottegantica, Milano dal 21/10/2011 al 23/12/2011. Leonardo Bazzaro Un protagonista dell'Ottocento Lombardo - Leonardo Bazzaro. Itinerario pittorico tra la Valle d'Aosta e la Laguna Veneta (1900-1930) Galleria Ambrosiana, Milano dal 21/10/2011 al 23/12/2011. Note Leonardo Bazzaro, maestro di naturalismo a Gignese, su archiviodelverbanocusioossola.com. URL consultato il 19 luglio 2016. Leonardo Bazzaro, su treccani.it. URL consultato il 19 luglio 2016. Le ville e gli Artisti dell'Alpino, Scenari SrL. URL consultato il 6 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2016). Leonardo Bazzaro - Biografia, Gammanzoni. URL consultato il 19 luglio 2016. Leonardo Bazzaro uno e due, Società Editrice Umberto Allemandi & C. spa. URL consultato il 19 luglio 2016. Bibliografia G. Nicodemi, In memoria di Leonardo Bazzaro, Milano 1938 S. Rebora, Leonardo Bazzaro, Edizione dei Soncini, Soncino, 1997 Laura Casone, Leonardo Bazzaro, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA (fonte per la biografia). F.L. Maspes, E. Savoia, Leonardo Bazzaro. Catalogo generale delle opere, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello (TV), 2011. E. Chiodini, Leonardo Bazzaro. Una vita per la pittura, in F.L. Maspes, E. Savoia, Leonardo Bazzaro. Catalogo generale delle opere, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello (TV), 2011, pp. 11–45. S. Bosi, Leonardo Bazzaro. Un protagonista dell'Ottocento lombardo. Cenni biografici, in Leonardo Bazzaro e i grandi maestri del Naturalismo lombardo, catalogo della mostra, a cura di E. Savoia, Bottegantica, Milano, 2011, pp. 5–7. Voci correlate Milano Accademia di Belle Arti di Brera Giuseppe Bertini Chioggia Mottarone Alpino --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dall'Enciclopedia TRECCANI BAZZARO, Leonardo di Paolo Mezzanotte - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 7 (1970) Condividi BAZZARO, Leonardo. - Nacque il 13 dic. 1853 a Milano, da Ambrogio, commesso in un negozio di stoffe, che poi rilevò e gestì in proprio, consentendo in tal modo ai figli Leonardo ed Ernesto di dedicarsi all'arte. Il B. ebbe i primi rudimenti d'arte dal pittore G. Fasanotti; poi all'Accademia seguì un regolare corso. di studi alla scuola di G. Bertini, che i giovani preferivano a quella dello Hayez; e come gran parte dei suoi condiscepoli, iniziò la sua attività con una serie di quadri di interni, lodati dal maestro e apprezzati sul mercato artistico. Qualche suo studio di figura potentemente colorito e chiaroscurato, e particolarmente l'Autoritratto giovanile esistente nella raccolta Gussoni (Milano), sta a palesare le sue attitudini singolari in un campo da lui meno coltivato. Di quel periodo si ricordano gli interni milanesi: Corodella chiesa di S. Vittore (1871); Il duello (1878, premio Fumagalli, già racc. Mascioni); il Salone di palazzo Verri; La vestizione della monaca (1888, Milano, Gall. d'Arte Moderna); la Cappella della chiesa del Carmine(ibid.); Interno della cappella di S. Maria delle Grazie (ibid.); Il pulpito di S. Ambrogio; Il saccheggio (Milano, Museo Poldi Pezzoli). Con la Sala del Consiglio nel castello d'Issogne vinse nel 1887 il premio "Principe Umberto". Presto fu attirato dalla pittura all'aria aperta, e in particolare dal colore della laguna veneta: soggiornò quindi a Chioggia e finì per stabilirsi a Gignese (Novara) per la maggior parte dell'anno. Si spense a Milano il 2 nov. 1937. È considerato un vivace esponente dell'impressionismo lombardo, dedito a ricerche cromatiche e luministiche, ma sfuggito alle lusinghe del divisionismo; i volumi, nella prima maniera del B. solidamente costruiti, si scompongono poi in uno sfarfallare di rapide pennellate improntate di vivace coloritura. Operoso. fino ad età avanzata, il B. fu fecondissimo di opere: talvolta parve che il loro numero non fosse a vantaggio della qualità; in realtà egli conservò non solo negli originali, ma anche nelle numerose repliche delle sue tele più fortunate, le sue qualità di colorista, sicché meritò di essere degnamente rappresentato nelle maggiori gallerie italiane e internazionali. Della sua miglior maniera si ricordano: Ponte di Chioggia, premiato a Parigi nel 1889; Pace di naufraghi, medaglia d'oro alla Triennale di Milano del 1897 e poi acquistato dal re; Dopo ilnaufragio, premio "Principe Umberto" nel 1906, acquistato poi a Monaco di Baviera dal ministro Andrassy. Espose tra l'altro dal 1897 in poi alla Biennale di Venezia, e nel 1923 a Milano alla Gall. Pesaro; ricordiamo tra le opere degli ultimi anni: nel 1930 Alba del venerdì Santo e Piazzetta del Melezet a Bardonecchia; nel 1932 Rattoppi alle reti e Ultima neve sul Mottarone. Nel 1939, in una mostra individuale postuma, si raccoglieva a Milano nelle sale della Permanente la parte più significativa della sua produzione. Ernesto, fratello minore di Leonardo (Milano, 29 marzo 1859 - ivi, 19 maggio 1937), fu scultore: allievo di A. Borghi all'Accademia di Brera, fedele seguace di G. Grandi, attratto da T. Cremona e dal Ranzoni, "ebbe... un certo senso compositivo forse più vicino a quello di un pittore che di uno scultore..." (Lavagnino). Tra le sue opere, oltre ai numerosi marmi nel cimitero monumentale di Milano e a vari ritratti: Sordello (1880, premio Canonica, gesso a Milano, Gall. d'Arte Moderna); la statua di Garibaldi a Monza (1886); La vedova(1888, Roma, Gall. d'Arte Moderna); la Trovatella (1889); Esaurimento (1894, Dresda, Gall. Naz.); Monumento a Cavallotti (1906, Milano, Boschetti); Monumento ai Caduti (1922, Cantù); Autoritratto (1926) e Ritratto del fratello Leonardo (Milano, Gall. d'Arte Moderna). Bibl.: Necrologi in: Corriere della Sera, 3 nov. 1937 (v.b.); L'Ambrosiano, 2 nov. 1937 (C.C.); Il Messaggero, 3 nov. 1937. A. Risi, Artisti contemporanei: L.B., in Emporium, XVII(1903), pp. 325-342; V. Colombo, Le più belle opere esposte nelle mostre di Brera dal 1869 al 1910, Milano 1911, pp. 18, 32, 39; G. Marangoni, L. B., Milano 1915; V. Bucci, prefaz. a L. B. mostra individuale, Milano 1923 (Gall. Pesaro); R. Viviani, L.B., in Giornale dell'arte, XV(1928), pp. 1 ss.; A. Colasanti, Catalogo della Galleria nazionale d'arte moderna, Roma s. d. [ma 1935], p. 16; M. Bezzola-G. Nicodemi, La Galleria d'arte moderna. Dipinti, Milano 1938, pp. 26-29; G. Nicodemi, In memoria di L. B., Milano 1938; Soc.per le Belle Arti ed Esposiz. permanente, L. B. pittore, mostra postuma, Milano 1939; F. Geraci, L. B., il pittore di Chioggia, in Le Tre Venezie, XVI(1941), pp. 674-676; E. Piceni - M. Cinotti, La pittura a Milano dal 1815 al 1915, in Storia diMilano, XV, Milano 1962, pp. 544 ss.; U. Thieme-F. Becker, KünstlerLexikon, III, p. 109; Encicl. Ital., VI, p. 441. Per Emesto: Necrologi in: L'Ambrosiano,20 maggio 1937 (C. Carrà); Corriere della Sera, 20 maggio 1937. A. Bersellini, E. B., in Cronaca della Esposizione di Belle Arti, Brera, Milano 1891, p. 59; O. Roux, E. B., in Natura ed Arte, II (1895-96), pp. 184 ss.; O. Novi, Pittori e scultori di popolo, in La Lettura, III (1903), p. 127; N. Salvaneschi, E. B., Milano 1921; G. Nicodemi, E. B., in Cronache d'arte, I (1924), pp. 50-56; Il ritratto nell'opera di E. B., in Lo scultore e il marmo, Milano, 21 dicembre 1928; S. Vegezzi, Le sculture italiane dell'Ottocento, Milano 1932, p. 135; C. Accetti, Omaggio a E.B., in La Sera, 29 marzo 1937; M. Bezzola-G. Nicodemi, La Galleria d'Arte moderna. Sculture, Milano 1938, pp. 26-31; E. Somarè, Scultori dell'Ottocento: E.B., in Esame, 1941, 1-2, pp. 3-20; E. Lavagnino, L'arte moderna, Torino 1961, pp. 748, 782, 784; E. Piceni - M. Cinotti, La scultura a Milano dal 1815 al 1915, in Storia di Milano, XV, Milano 1962, p. 616; U. Thieme-F. Becker, Künstler-Lexikon, III, pp. 108 s.; Encicl. Ital., VI, p. 441. VEDI ANCHE Gignous, Eugenio Gignous ‹??in'ù›, Eugenio. - Pittore italiano (Milano 1850 - Stresa 1906). Ebbe rapporti con T. Cremona, F. Carcano e altri scapigliati fra cui D. Ranzoni. Dal 1887 si stabilì a Stresa dove ritrasse il paesaggio lombardo, in particolare il Lago Maggiore e le vallate alpine. Nota, fra le sue opere, è ... Góla, Emilio Góla, Emilio. - Pittore italiano (Milano 1851 - ivi 1923). La sua maniera, che risentì dapprima dei modi di T. Cremona, si ricollega soprattutto alle esperienze europee conosciute durante numerosi viaggi in Francia, Gran Bretagna e Paesi Bassi. Predilesse la pittura di paesaggio ma eseguì anche eleganti ... Càrcano, Filippo Càrcano, Filippo. - Pittore italiano (Milano 1840 - ivi 1914). Discepolo di Fr. Hayez a Brera, esordì dipingendo quadri storici. Per il suo convinto studio dal vero e le sue ricerche luministiche fu per qualche tempo, sulla fine del 19º sec., modello ai paesisti lombardi. Mariani, Pompeo Pittore (Monza 1857 - Bordighera 1927). Nipote di M. Bianchi, allievo di G. Pagliano, coltivò soprattutto la pittura di paesaggio (Casolari rustici, 1891, Milano, Galleria d'arte moderna), in particolare di marine, e più tardi un genere mondano, superficiale e brillante. -------------------------------------------------------------------------------------------- Savoia enzo; maspes francesco luigi - leonardo bazzaro. catalogo ragionato delle opere LEONARDO BAZZARO. CATALOGO RAGIONATO DELLE OPERE SAVOIA ENZO; MASPES FRANCESCO LUIGI PREZZO € 150,00 NICEPRICE € 127,50 SCONTO 15% Genere:LibroLingua: ItalianoEditore: TERRA FERMAPubblicazione: 01/2011 TRAMA Tra i più grandi, amati e prolifici artisti dell'Ottocento italiano, Leonardo Bazzaro (1853-1937), è presente nei Musei e Istituzioni nazionali e internazionali con oltre sessanta opere. L'Archivio generale delle opere del pittore, diretto da Francesco Maspes ed Enzo Savoia, ormai da alcuni anni censisce e cataloga l'ingente materiale documentale, fotografico e iconografico del grande Maestro lombardo, di cui ora si propone il catalogo ragionato delle opere. Il progetto scientifico è basato sull'analisi e ricostruzione di importanti apparati espositivi e bibliografici e lo studio di tele custodite in celebri collezioni private, museali e di importanti opere ritrovate (molte delle quali inedite), che si pensavano ormai perdute. NOTE LIBRAIO Lo stile dell'artista si definisce già durante i suoi anni all'Accademia di Brera, allora diretta da Giuseppe Bertini che nel 1880 gli acquistò il quadro Il Saccheggio per poi donarlo al Museo Poldi Pezzoli di Milano. A partire dagli anni settanta Bazzaro si dedica al genere del paesaggio e a scene ambientate en plein air. Una spinta decisiva in tale direzione è data, a partire dal 1880, dai numerosi soggiorni a Venezia e a Chioggia. Parallelamente si dedica ai paesaggi che ritraggono scorci delle vallate alpine lombarde e della Valle d'Aosta. Tale produzione gli consente di affermarsi come uno dei protagonisti del Naturalismo lombardo, a fianco di artisti del calibro di Filippo Carcano, Mosè Bianchi, Emilio Gola, Francesco Filippini, così come anche recentemente riconosciuto dalla critica.

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